Guardate che questi siamo noi, eh! Allora vedete noi non possiamo occuparci dei poveri, pensando che i poveri sono gli altri, non possiamo occuparci degli ultimi, pensando semplicemente che gli ultimi sono alcuni. Dio non si è dimenticato di te, la tua vita non è un incidente! Gesù è il Signore! Quello che tutto il Vangelo ci sta dicendo è che siamo figli di un Dio che fa preferenze: le preferenze di questo Dio sono gli ultimi e chi sono gli ultimi? E tutte le volte che gli fanno notare che Lui si comporta in quel modo dice: ma dovete stare tranquilli, perché io non sono venuto per voi, voi siete i giusti, io sono venuto per i peccatori. Vi prego, non andate via da questo incontro dicendo: “don Luigi ci sta fomentando a peccare, così che possiamo sperimentare la misericordia di Dio!”. Dovremmo avere il coraggio, per evangelizzare, di partire sempre dalla realtà e di accorgerci chi abbiamo davanti. Quella persona che soffre, anche quella persona a cui io non riesco a risolvere tutti i problemi, vedendo l’amore, la prossimità con cui gli voglio bene, dicano: Allora Dio esiste! In tutto l’Antico Testamento questa preferenzialità di Dio viene manifestata, solitamente, con una frase che si ripete molto spesso: “Io sono colui che ha cura – dice Dio – dell’orfano e della vedova”. I segni degli ultimi tempi" 4 Gesù rispose: «Guardate che nessuno vi inganni; 5 molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno… 9 Allora vi consegneranno ai supplizi e uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Bisogno di cosa? Era il tempo favorevole del ritorno; era stato loro donato inaspettatamente. Pensate alla vedova di Nain che non ha più il marito e si ritrova anche con il figlio morto, Gesù incrocia la processione funebre di questa donna che sta portando il figlio al cimitero e proprio lì, in quel momento, Gesù si commuove profondamente, tocca la portantina di quel funerale e restituisce quel figlio a quella donna. Di Gesù vogliamo tenerci solo gli insegnamenti, quasi mai lo vogliamo riconoscere come quello che è, cioè il Signore, perché Gesù è il Signore! Non è che c’è bisogno per forza di sbatterci il muso, per accorgerci di questo. Ecco perché questi ultimi, possono divenire “gli operai dell’ultima ora” e per i quali Gesù afferma che: «I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di … Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Che fa un medico? Venuti quelli delle cinque del … Quando pensiamo alla mentalità pagana, non dobbiamo subito a qualcosa che è relegata nel passato o ala gente che magari non frequenta i nostri circuiti; il paganesimo è una visione molto umana di Dio, della fede, della religione. 8Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Noi abbiamo bisogno di Dio, perché Dio è l’unico che può dare significato a ciò che la vita ci riserva, invece, come contraddizione. Questo significa che stiamo emergendo noi, non il Signore! – dice il Vangelo – sprofonda nell’acqua. Quindi vi rendete conto che l’intimità dell’amore si costruisce tutta sulla debolezza: quanto più un figlio è debole, fragile, tanto più è intima la relazione che ha con la madre. Ciascuno di noi può essere credibile nel Vangelo, se riscopre l’ultimo che è seppellito dentro di lui. Sarà stata una poco di buono del paese. Siamo spaventati quando ci accorgiamo che la nostra preghiera può cambiare il corso delle cose, se fatta con fede. Allora vedete noi non possiamo occuparci dei poveri, pensando che i poveri sono gli altri, non possiamo occuparci degli ultimi, pensando semplicemente che gli ultimi sono alcuni. Commento ... di fronte alla chiamata alla conversione da parte del Vangelo. Gesù annuncia un Dio che non è imparziale, ha le mani impigliate nel folto della vita, ha un debole per i deboli, incomincia dagli ultimi della fila, dai sotterranei della storia, ha scelto gli scarti del mondo per creare con loro una storia che non avanzi per le vittorie dei più forti, ma per semine di … «Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi»: l'attenzione privilegiata del Padre unito al Figlio nello Spirito Santo è per tutti coloro che ancora non hanno scoperto il dono gratuito della sua proposta di nuova ed eterna comunione, non essendo ancora consapevoli del dono dello Spirito Santo già presente in loro. Dio è presente! No! Gli ultimi saranno i primi, i primi saranno ultimi. 10Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. La stessa cosa dice il versetto immediatamente precedente il racconto della parabola, facendone da cornice: «Ma molti primi saranno ultimi e ultimi i primi» (Mt 19,30). Manteniamo i tuoi dati privati e li condividiamo solo con terze parti necessarie per l'erogazione dei servizi. Questo dovrebbe rassicurarvi, anzi dovrebbe dirvi: ah, che bello, finalmente il Signore è venuto a salvarci! Piangere pensando a quanto Cristo lo ha amato! Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Dobbiamo lasciarci provocare dalla realtà e capire che magari noi stiamo dando la cosa migliore del mondo, ma non abbiamo ancora capito chi sono le persone che c’abbiamo davanti, perché non le abbiamo mai ascoltate. È «vita eterna», è la gratuità dell'amore divino che unisce eternamente il Padre al Figlio. Uno potrebbe dire: ma, se noi non raccontiamo il bene, poi la gente si convince che c’è solo il male; se noi non raccontiamo il bene, le persone non ci aiutano, non arrivano donazioni… Perché Gesù, essendo ebreo, profondamente ebreo – e non ha mai rifiutato la sua appartenenza al popolo ebraico -, si avvicina così pericolosamente, vertiginosamente alla morte – perché se tu tocchi la morte diventi impuro-? Se continui ad utilizzare questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookies. Consiglio Internazionale OFS. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «1Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Qumran2.net, dal 1998 al servizio della pastorale, XXV Domenica del Tempo Ordinario (Anno A). Un Dio che ha fatto non la scelta di rimanere neutrale, fermo in un posto, di bene a tutti allo stesso modo. Nel Tuo nome, noi innalziamo in questo giorno, alla vista di questo popolo e di questa nazione, lo stendardo del Profeta e del Patriarca, Joseph e Hyrum Smith martiri: lo stendardo della pienezza del Vangelo, lo stendardo del Tuo regno stabilito, una volta ancora, tra gli uomini. I suoi pensieri non erano i loro pensieri, le loro vie non erano le sue vie!. Significa che lo stupore di fondo che accompagna costantemente la nostra fede cristiana, è uno stupore che demolisce. Certe volte entriamo in concorrenza nel fare l’unica grande cosa che ci ha chiesto di fare il Signore. D. Antoni CAROL i Hostench (Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Spagna) Oggi, la Parola di Dio ci invita a vedere che la “logica” divina va molto più in là di quella meramente umana. Noi siamo meglio, voi siete peggio, io lo faccio così, l’altro lo fa così! Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. Perché queste persone hanno sperimentato, nella vita, un dolore che gli ha tolto tutto o un dolore di cui sono stati loro i protagonisti, loro la causa, pensate a Zaccheo, ad esempio, oppure un dolore che loro hanno subito, pensate al nato cieco, pensate a quell’uomo zoppo che Gesù fa camminare. 5Ed essi andarono. Chiudi 9Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quelli che, credo, dovremmo tenere presente questa sera sono, fondamentalmente, due aspetti, infatti la mia riflessione sarà divisa in due tempi. Non dobbiamo mai trasformare il servizio ai poveri in un vanto. Gesù lo spiega così nel Vangelo. L’attuale edificio è del XVII secolo. 3Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, I primi, visto quanto accade, pensano di ricevere di più. No, il nostro Dio ha creato fin dall’inizio delle preferenze: la sua è una preferenzialità che si vede fin dall’inizio. Lo avevano capito gli esiliati di Babilonia, i quali si ritrovarono improvvisamente graziati della possibilità di ritornare in patria, senza merito, anzi, portando il peso del ricordo drammatico della loro infedeltà a Dio Creatore e Liberatore. Non che io sono bravo, ma che Dio esiste! Ciascuno di noi può essere credibile nel Vangelo, se riscopre l’ultimo che è seppellito dentro di lui. Capovolgiamo la prospettiva. Lasciarci provocare dagli ultimi. Quarto punto. E’ la famosa cena in cui si intrufola quella donna che comincia a piangere sui piedi di Gesù e bagna i piedi di Gesù con le sue lacrime e li asciuga con i capelli. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: Faccio un esempio. No, mai! Noi abbiamo già deciso come deve essere un drogato, come deve essere una famiglia disastrata, come deve essere un bambino che non va bene a scuola. Anche se arriveranno in ritardo, nell'ultima ora, la stessa uguale ricompensa è garantita. Privacy Policy (function (w,d) {var loader = function () {var s = d.createElement("script"), tag = d.getElementsByTagName("script")[0]; s.src="https://cdn.iubenda.com/iubenda.js"; tag.parentNode.insertBefore(s,tag);}; if(w.addEventListener){w.addEventListener("load", loader, false);}else if(w.attachEvent){w.attachEvent("onload", loader);}else{w.onload = loader;}})(window, document); Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione, OFS d’Italia Voglio farvi un esempio, vi prego di capirlo, calandolo, poi, nella nostra piccola esperienza. No, quello è il nostro. Questa credo che sia la prima tappa dell’evangelizzazione che ha come obiettivo gli ultimi: costruire prossimità. Noi dobbiamo essere i discepoli del possibile. 6Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Forse è già capitato un fatto della vita in cui abbiamo già sperimentato di essere stati graziati dal dono di sentirci figli amati del Padre e di avere ricevuto il salario immeritato dello stesso dono dello Spirito Santo elargito dal Padre a tutti gratuitamente, giudei e pagani, giusti e ingiusti, vicini e lontani, credenti e non credenti, grazie al Figlio suo, il quale liberamente, obbediente alla volontà del Padre, si è fatto pane spezzato e sangue versato per noi e per la salvezza di tutta l'umanità mediante la sua morte di croce. 7Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ecco, fratelli miei, il problema è sempre lo stesso, è un problema di fede: noi ci crediamo o no che siamo discepoli di un dio così; che siamo figli di un Dio così; che siamo amati in questa maniera, perché evangelizzare, annunciare il Vangelo, senza fede significa essere peggio dei dèmoni, perché almeno i dèmoni facevano professione di fede ortodossa. Noi abbiamo già in mente come deve essere uno che non ha un lavoro. Ma che ti muove ad avere così tanta misericordia, se non l’amore. Cioè la sua è una scelta sempre per chi non ha nulla, per chi è ultimo, appunto, per chi non ha chi lo tuteli, chi non ha qualcuno che possa sostenerlo, chi non riesce a portare il pane a casa, chi non ha un padre, chi non ha una madre, chi non ha un sostegno, chi sente di non avere nessuna speranza, dice “io sono innanzitutto il Dio che protegge l’orfano e la vedova”. In una conversazione di Gesù e i suoi discepoli il Signore illustra la storia di Israele e dell'Umanità che si sarebbe svolta di li in poi. Questa concezione la prende tale e quale Gesù in tutto il Vangelo e la contesta, costantemente, agli scribi e ai farisei che si scandalizzano, perché Lui siede a tavola: a tavola di chi? Francesco è talmente umile che di lui si può dire, senza essere eretici, che è un alter Christus che è un altro Cristo. Informativa: Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Ci dice che Lui sì, ama tutti, ma la sua relazione è una relazione di intimità soprattutto con chi sperimenta la debolezza; con chi è sperduto; con chi è spaesato; con chi si fa del male o vive un male; con chi ha la vita rallentata; con chi ha la vita incidentata. E questi giovani, di notte, soprattutto quando fa freddo, portano coperte, portano un caffè caldo, portano da mangiare: bello! Siamo spaventati da questo! 48 Ma, se egli è un servo malvagio che dice in cuor suo: "Il mio padrone tarda a venire"; 49 e comincia a battere i suoi conservi, a mangiare e bere con gli ubriaconi, 50 il padrone di quel servo verrà nel giorno che non se l'aspetta, nell'ora che non sa, 51 e lo farà punire a colpi di flagello e gli assegnerà la sorte degli ipocriti. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Ora questa è la grande domanda: la nostra evangelizzazione è un’evangelizzazione di servizi o è un’evangelizzazione che comprende che il primo grande alfabeto che il Signore ci chiede di usare è quello delle nostre relazioni. Mi piacerebbe, allora, riflettere su che cosa significhi tenere presenti gli “ultimi” e capire l’evangelizzazione a partire dagli ultimi. E’ una roba che capisci soltanto mentre la stai facendo, non mentre uno la spiega. Ciò significa che noi dobbiamo metterci in ascolto della realtà che è quello che Papa Francesco cerca di dire costantemente. Tu no devi cercare qualcuno che ti vuole bene, devi bastare a te stesso! Noi, in questo contesto, siamo in una famiglia francescana il cui fondatore forse è l’esempio più alto, quello più additato in tutta la storia della Chiesa come l’esempio dell’umiltà. Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato, Nuovi stili di vita per abitare le distanze nelle famiglie: accompagnare, discernere e integrare la fragilità” (cap. Meditazioni "Gli ultimi saranno i primi ed i primi gli ultimi " di Vincenzo La Gamba L' odierno Vangelo si può riassumere così : Dio assume operai in qualsiasi minuto del giorno per giustificare la parte finale : " gli ultimi saranno i primi ed i primi gli ultimi ". Il primo modo di evangelizzare è quello di costruire prossimità. Non hai forse concordato con me per un denaro? L’umiltà è semplicemente nascondersi, sminuire? Terzo aspetto: Lasciarsi provocare dagli ultimi. Un medico cura. Non l’idea che mi sono fatto io della realtà. Gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi - Vangelo XXV Domenica. I campi obbligatori sono contrassegnati *, PRESENTAZIONE DEL PERCORSO ANNO FRATERNO 2019 - 2020. Che molto spesso noi abbiamo la nostra idea di come devono essere i poveri che serviamo. Un primo tempo in cui cercheremo di capire che cosa significa “ultimi” che cosa significa la preferenza di Dio nei confronti degli ultimi e una seconda parte in cui capire come l’evangelizzazione ha a che fare con gli ultimi; sperando di venir fuori dalla retorica e dagli stereotipi e capire, invece, come la profezia del Vangelo è sempre stimolante nel comprendere che noi siamo Chiesa e rimaniamo Chiesa solo e soltanto se evangelizziamo e non semplicemente se facciamo delle cose. Dio ha un grande cuore (cf lGv 3,20), e se guardiamo con sincerità la nostra vita, allora sappiamo bene che qualunque cosa abbiamo lasciato per … Questo capita soprattutto quando la vita ti gira nel verso giusto: magari sei intelligente, hai la salute, più o meno sei furbo, riesci a cadere in piedi, hai dei talenti, sai fare qualcosa… A un certo punto ti convinci, proprio perché hai tutte queste caratteristiche, che non hai bisogno di nessuno. Ordine Francescano Secolare della Campania © 2020. Spaventati! Un povero, un ultimo non ha bisogno semplicemente di qualcuno che risolva i suoi bisogni, ha bisogno, soprattutto, di non sentirsi solo nella sua esperienza di povertà e di sapere che, se io ho fame, non ho solo bisogno di uno che mi da un panino, ho bisogno che qualcuno costruisca con me una relazione, proprio in quella esperienza in cui sono umiliato, nel non avere il pane, nel non avere il necessario per vivere. 8 esortazione apostolica amoris laetitia), FEDE, SPERANZA E CARITÀ IN SANT’ELISABETTA, Vacanza invernale “Una Mano per un Sorriso”. Questa è la definizione di Sacramento: Vedono me e capiscono che Dio esiste! Però dobbiamo stare molto attenti, perché quando pensiamo a Dio, lo pensiamo come un essere giusto, ma giusto secondo una prospettiva umana, cioè nel senso che Lui tratta tutti allo stesso modo: ecco, questa è una visione pagana di Dio, perché il nostro Dio non è un Dio giusto alla maniera umana, il nostro è un Dio di parte, cioè un Dio che si è schierato. Non importa tanto questo è capire che abbiamo bisogno di qualcuno che ci riconcili con la vita e forse anche con quella gara con cui certe volte viviamo la vita, perché siamo sì bravi, ma perché ci siamo messi a gara con noi stessi. Matteo 24 - Con i tanti cambiamenti che in poco tempo avvengono viene a mancare il punto di riferimento della propria vita e si entra in shock, non sapendo come orientarsi, cambiando gli orizzonti in maniera repentina. «Gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi»Rev. Non dobbiamo avere paura di amare, senza apparire. La chiesa è un luogo di culto antico, edificato intorno al pozzo ove fu martirizzato Papa Calisto I, nel 222. Il Padre unito al Figlio nello Spirito Santo ci lascia liberi di scegliere se continuare o no a investire tutta la nostra esistenza nella sequela di Gesù e per la causa del Regno di Dio, diventando corresponsabili al progetto dell'affermazione del Regno di Dio perché vogliamo vivere per Cristo, con Cristo e in Cristo. «Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi» (Mt 20,16). In questo senso, possiamo essere le persone più in vista; possiamo occupare il posto migliore, nella società o nella Chiesa, importa poco, se non abbiamo e non portiamo costantemente con noi l’esperienza e la consapevolezza che noi siamo ultimi e che abbiamo bisogno di Lui e che non ce ne facciamo niente della nostra intelligenza, della nostra salute, della nostra furbizia, dei nostri talenti, delle nostre lauree, del nostro lavoro, dei nostri soldi, delle nostre case, delle nostre opere, delle nostre idee, se non ci rendiamo conto che innanzitutto Lui, fondamentalmente il Signore è alla base della nostra vita e noi viviamo di questo bisogno, senza vergognarci. E’ crescere, maturare e accorgersi che a un certo punto, in realtà, noi siamo autosufficienti, non abbiamo bisogno di nessuno. Noi abbiamo la promessa di Gesù che sarebbe ritornato con potenza e gloria, accompagnato da quegli Esseri di Luce dalla scienza inconcepibile. Noi, cioè, non abbiamo ancora conosciuto fino in fondo il Dio di Gesù Cristo, quello che Gesù chiama il Padre, quello che è nostro Padre. Pietro e i dodici erano stati i «primi» chiamati, i «primi» che si erano messi alla sequela di Gesù già da tempo. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma, lo hanno capito o no che quello è il figlio di Dio? Ad esempio, se in una casa c’è un figlio che ha problemi fisici, ad esempio un handicap, è inevitabile che la relazione della madre con quel figlio sia più stretta, più intima, più profonda. Indica come tale non tanto le varie composizioni, chiamate anch'esse vangeli, ma il loro contenuto, il messaggio della redenzione in Gesù Cristo, quello che si ritrova nel Nuovo Testamento e fa da base alla fede cristiana. No! Sono entrato in casa tua e tu non mi hai nemmeno accolto con bacio, con un abbraccio e questa donna, da quando è entrata qua dentro, non smette di baciarmi i piedi. Perché Francesco, certe volte prega e in tutta la sua preghiera piange: piangere di cosa? È logico pensarlo, forse anche giusto. E Gesù, conoscendo quello che gli sta frullando nel cuore e nella testa di Simone, gli dimostra la grande differenza che c’è tra lui che sembra essere giusto, a posto, paga le tasse, va a messa tutte le domeniche, potremmo dire, per l’epoca significa frequentare il tempio, avere le pratiche religiose, lavarsi le mani, fare una serie di performance religiose che dicono che tu sei una persona giusta. Ma il padrone, rispondendo a uno i loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. L’uso degli psicofarmaci, a L’Aquila, è aumentato del 70%, dopo il terremoto. In uno di questi racconti ci sono i discepoli che, con molta fatica, cercano di barcamenarsi nell’acqua, in una barca, mentre hanno una tempesta contro. Prima di aver scoperto nella nostra vita l'immensità del dono gratuito della salvezza offertoci dal Padre, siamo come quegli operai persi, abbandonati, nullafacenti, mandati a lavorare nelle ultime ore del giorno.«Primi» perché accoglienti. Se tu credi che Dio esiste e che ti ama e che è provvidente, ama; ama nel segreto, ama senza vantarti, ama senza fare vetrine, ama e basta! L’umiltà è avere la testa un po’ reclinata, storta? Cioè, tutto quello che rende la Chiesa tale, non è organizzare; anche organizzare la carità, o il servizio a qualche cosa, far funzionare una struttura: non è questo il cuore della Chiesa! ... Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo: Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo. Sapete cosa significa? Pietro dice: Signore, salvami! Continuando a navigare accetta i cookie. E l’uomo Pietro, l’uomo su cui Cristo fonda la sua Chiesa, sintetizza, in una preghiera che ci dice che cos’è l’umiltà e che cosa significa la scoperta di essere ultimi, tutto quello che abbiamo detto fino ad ora. E’ proprio lì il momento esatto in cui noi ci mettiamo, pericolosamente, in una situazione critica, perché basta che succeda nella vita qualcosa di storto: perdi qualcuno, qualcuno ti fa del male, vieni tradito nell’amore, sperimenti una malattia, ti svegli la mattina e le cose non sono più così come tu le avevi lasciate la sera precedente… e lì, in quel momento, tutto crolla, cioè ti accorgi che hai bisogno. Nel cuore della notte, Gesù gli va incontro camminando sulle acque. (Is 55,8-9). Questi sono i cristiani, quelli che non perdono tempo a parlar male e a lamentarsi, ma fanno il loro possibile, sapendo una cosa che Cristo costruisce cose impossibili sul nostro possibile, cioè Cristo, a partire dai nostri cinque pani e due pesci, può sfamare un’intera folla. O è il Signore a salvarlo o lui muore. Questa è la grande differenza: noi siamo discepoli di un Dio inimmaginabile, non di un Dio che ci siamo disegnati noi a nostra immagine e somiglianza. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Datemeli! VANGELO DELLLA DOMENICA: Quel Dio che ha scelto come beati gli ultimi Vangelo: In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. 13 Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Vedono me; vedono il mio amore, il mio impegno, la mia prossimità e capiscono che Dio esiste. Noi abbiamo sempre la concezione di pensare che “ultimo” sia un altro, ma la grande domanda che ci pone il Vangelo è questa: “Noi siamo sì o no ultimi?”. Perché, se emergesse il Signore, non avremmo più differenze: bianco, nero, arancione, sopra, sotto, io sono di qua, tu sei di Apollo, quell’altro è di Pietro, l’altro è di Gesù, di Paolo. Quando dico molto umana, significa che nel paganesimo tutto ciò che è di psicologico, di interiore che ci portiamo addosso, lo appiccichiamo sulla divinità, cioè le nostre aspettative su che cosa o chi dovrebbe essere Dio le disegniamo noi, con le nostre mani, con le nostre forze. Invece nella relazione con il Padre unito al Figlio nello Spirito Santo c'è sempre un dono gratuito da parte Sua nei confronti di ciascuno di noi, c'è sempre il dono eccedente di un valore immenso, «mille volte» maggiore del valore di ogni nostra buona azione nei suoi confronti, anche quando abbiamo lasciato tutto: padre, madre, fratelli, sorelle, beni materiali.