Il dato degli omicidi in Italia mostra anche un costante andamento sotto la media UE ed è stato nel 2015 inferiore ai dati di Francia, Germania e Regno Unito. sono tra quelli che hanno un impatto maggiore a livello sociale e come costo per la comunità. La periferia orizzontale Un modello di etnografia collaborativa a Barcellona. Pertanto i “femminicidi”, i sequestri-rapimenti di persona oppure la frode informatica, il riciclaggio, la corruzione, il taccheggio, la violenza sessuale per natura stessa del reato possono non preoccupare direttamente alcune tipologie di persone prive di computer, non proprietari di negozio o un maschio anziano. L’analisi delle denunce riguardanti gli autori noti (circa un quarto di quelle totali), consente di attuare una distinzione tra gli italiani e gli stranieri. BLOG COLLETTIVO A CURA DELL'ASSOCIAZIONE LE NIUS. La tesi sostenuta in questo libro, seppure ricco di dati e molto argomentato, non è stata ritenuta convincente dal Centro Studi e ricerche Idos, sostanzialmente perché non è disponibile una base attendibile di confronto per calcolare il tasso di criminalità degli stranieri dal momento che, mentre degli italiani è conosciuto il numero dei cittadini residenti (e cioè la totalità della popolazione che possono delinquere), non lo è quello della popolazione straniera. Oltre all'integrazione da parte del paese ospitante, potrebbe benissimo essere che chi ha la possibilità di entrare in maniera regolare viene da una condizione socio-economica più agiata ed è quindi maggiormente disponibile all'integrazione. I nostri articoli di analisi di fenomeni sociali sono scritti da ricercatori qualificati e capaci, che conoscono la rilevanza dei dati e l'affidabilità delle fonti dei dati che vengono analizzati. Come già accennato nel precedente post (democraticamente i pareri dissenzienti non vengono pubblicati), le tipologie dei reati sono centinaia e lei si è concentrato solo su 5 di questi, mentre le decine di migliaia di altri episodi di microcriminalità, ai fini della “percezione”, proprio in virtù della loro quantità, la popolazione le percepisce in modo differente al calo degli omicidi o ai sequestri di persona. che compare al 23° posto della classifica. Ma questo sembra non volerlo capire. Anche in questo caso, i dati numerici lo smentiscono in modo clamoroso. Tra gli stranieri questi i delitti più ricorrenti: furti (20,1% delle denunce complessive), ricettazione (5,8%), lesioni dolose (5,5%), minacce (3,8%), rapine (2,9%), ingiurie (2,4%), associazione per delinquere (1,1%). Con gli anni Ottanta in … Per i delitti a carattere personale, che non fanno capo a organizzazioni criminali, l’analisi dei singoli contesti necessita di essere basata, oltre che sulla situazione personale e familiare, anche sulle condizioni di insediamento, anche per principali collettività, che possono avere una ricorrenza nelle statistiche penali. Interessante e delicatissimo argomento quello toccato in questo articolo. Io direi invece di investire in processi di espulsione, anche nei confronti di cittadini dell'area UE........ Salve Mader, sì questa è una possibile strada alternativa. L’Italia invece ha visto un notevole aumento del numero degli immigrati residenti, con un incremento di 1.770.000 unità. I dati, che l’archivio Sdi del Ministero dell’Interno mette a disposizione, sono disaggregati per le tipologie di reato ritenute più significative ai fini della sicurezza: attentati, stragi, omicidi volontari consumati, tentati omicidi, omicidi preterintenzionali, omicidi colposi, lesioni dolose, percosse, minacce, ingiurie, violenze sessuali, atti sessuali con minorenni, corruzione di minorenni, furti, ricettazione, rapine, sequestri di persona, associazione per delinquere, riciclaggio e impiego di denaro sporco, truffe e frodi informatiche, danneggiamenti a seguito di incendio, contrabbando, stupefacenti, sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile. Ci sono ad esempio nazionalità con un tasso di criminalità inferiore a quella italiana: nel 2016, ad esempio, 0,05 rumeni su cento sono stati denunciati per reati legati alla droga, contro gli … La grande immigrazione in atto suscita quotidianamente, e spesso drammaticamente, la preoccupata attenzione della popolazione e impegna l’agenda delle istituzioni nazionali e internazionali, in un clima spesso surriscaldato dal dibattito il Ministero della Giustizia (denunce, condanne, carcerazioni); l’ISTAT (che sottopone i dati del Ministero della Giustizia i ad ulteriori elaborazioni). Si pensi solamente che il reato più grave, l'omicidio, ha una probabilità dello 0,7% di verificarsi ogni 100 mila abitanti. Alcuni reati, soprattutto quelli di cosiddetta microcriminalità, sono compiuti soprattutto da stranieri, poiché la condizione di immigrato porta con sé, in alcuni casi, anche quella di giovane e di povero, che sono due fattori socio-demografici collegati alla possibilità che un soggetto compia dei crimini. Ma nemmeno si deve sottovalutare 'l ruolo dei mass-media in Italia che, come spiegato nell’articolo, dedicano molto più tempo a fenomeni di cronaca nera (enfatizzando spesso la nazionalità del criminale) rispetto agli omologhi degli altri paesi Europei analizzati. Se un corriere della droga, con regolare visto per turismo, viene intercettato dalla polizia; se un turista venuto senza visto commette un furto in un supermercato e viene denunciato; se un uomo d’affari entrato regolarmente si dedica a traffici oscuri e viene scoperto dalle forze dell’ordine: in questi e in altri casi si afferma, indebitamente, che uno straniero (intendendo con tale termine una persona stabilitasi in Italia) ha violato la legge. Qualche sera fa il leader del Pd Matteo Renzi al direttore de Il … Non è poi così logico come sembra. Nel 2014 il numero complessivo delle denunce di delitto è diminuito del 2,7%, passando da 2.892.155 a 2.812.936 (negli anni precedenti la tendenza è stata di segno contrario: 2.621.019 nel 2010, 2.763.012 nel 2011, 2.818.834 nel 2012): questo trend positivo va tenuto nella dovuta considerazione quando si danno giudizi sull’andamento della criminalità nel Paese [2]. Negli anni presi in esame la criminalità è mediamente la seconda/terza voce dell’agenda tematica complessiva dei notiziari”. Come e’ stato calcolato? Dipende molto dalle visioni del mondo che si hanno, ma anche da questioni più pragmatiche: espellere i cittadini stranieri colpevoli di reato è molto complicato, l'alternativa più percorribile è intervenire sulle condizioni che producono irregolarità, come la legge Bossi-Fini, che considera gli stranieri a cui scade il permesso di soggiorno (magari dopo anni di presenza regolare) come clandestini, e finisce per spingere questa parte di popolazione straniera verso una precarietà che non aiuta a risolvere i problemi descritti nell'articolo. Se un italiano su 15.000 italiani stupra una donna, uno straniero su 2.100 stranieri fa altrettanto! Ma si parla di controlli di ordine pubblico a piedi, a meno che tu non voglia sostenere che (1) le persone portano con se, e questo a piedi, le prove dei reati (e i reati sono centinaia e molto diversi); (2) che se fermassero (a piedi) in eguale percentuale gli italiani, il numero totale dei reati non sarebbe in calo ma in netto aumento dato che 9 italiani su 10 non vengono fermati e l’ipotesi iniziale è che il tasso di delinquenza tra stranieri è il medesimo se non minore; (3) i tutori dell’ordine sono prevenuti e creano devianza dove devianza non esiste. L’Istat cura da anni uno specifico indicatore, che permette di misurare la percezione da parte delle famiglie italiane del rischio di criminalità, quantificando l’incidenza percentuale di quelle che avvertono “molto o abbastanza” tale rischio nella zona in cui vivono. Gli studi di svolti nel corso degli anni da studiosi come M. Barbagli (ad es. La criminalità in Italia è ai minimi storici, soprattutto per quanto riguarda i crimini più violenti ed è per molti reati inferiore ai livelli di criminalità degli altri paesi europei. In Italia gli stranieri regolarmente soggiornanti sono circa il 9% della popolazione, mentre i detenuti stranieri sono il 32% della popolazione reclusa (circa 50 mila persone). Nel periodo 2007-2014, a livello nazionale le famiglie coinvolte in questa percezione negativa sono passate dal 34,6% al 30,6%. Concludo dicendo che nessuno ha i paraocchi ne tantomeno presentare una realtà frutto di convinzioni personali per imporre chissà quale visioni, tuttavia le ricerche prevedono un’ipotesi di ricerca e verifica dei dati, ed in questo caso, rispetto al quesito posto, ad oggi non abbiamo dati disponibili che possano suffragare l’equazione : “ + immigrazione + criminalità”, che invece Lei sostiene. Costa espellerli? ... Viaggi e vacanze serie interrotte 1998-2013. I dati presentati non consentono di parlare di un’emergenza sicurezza in Italia, e smentiscono l’ipotesi di un aumento degli episodi di criminalità determinato da una maggiore presenza di immigrati. SKELTON R. (2008), International Migration as a tool in development policy: a passing phase?, in Population and … A tutti questi si aggiungono quelli che, entrati regolarmente in Italia, si sono trattenuti oltre il tempo consentito, come anche quelli che sono entrati irregolarmente, il cui numero è impossibile da quantificare. Così l’opinione pubblica si scatena: c’è meno sicurezza perché c’è più immigrazione. Come si vede, già a questo punto della ricerca, risulta che il tasso di criminalità tra le due popolazioni è differente ma non eccessivamente distante. Quasi tutti sono stranieri irregolari e più della metà è in carcere come misura preventiva perché gli stranieri irregolari, a differenza degli italiani, non riescono ad accedere alle misure alternative per mancanza, reale o presunta, di un domicilio stabile, o per difficoltà ad ottenere una tutela legale qualificata. Questa è la cornice demografica in cui inserire i dati Eurostat registrati dalle Polizie nazionali che, nonostante non tutti gli episodi criminali vengano denunciati presso le Autorità, forniscono un fondato trend e chiare indicazioni. Di conseguenza l’incidenza degli stranieri (residenti, irregolari, di passaggio, turisti) è diminuita di un punto percentuale, attestandosi sul 31,4% sulle denunce totali. L’usuale associazione tra immigrazione e delinquenza spesso è dovuta, più che a una riflessione sulla materia, a un senso di paura (specie dopo l’aumento degli sbarchi e la difficile ripresa del sistema economico) e, per di più, la sindrome del “capro espiatorio” si diffonde più facilmente tra una popolazione, che è soggetta a un processo di invecchiamento e di diminuzione e assiste a un sensibile aumento della popolazione immigrata. Per contestualizzare la ricerca va ricordato che nel 2015, sulla base dei dati Istat (addebiti penali che hanno avuto un seguito giudiziario), il numero delle denunce contro cittadini italiani (420.130) è rimasto pressoché stabile rispetto al 2001 e tale è stato anche il livello dei residenti italiani, collocatisi poco al di sopra dei 56 milioni. Nell'ultimo anno i dati del.ministero parlano di 1534 violenze compiute da Italiani, contro i 903 compiuti da immigrati. SKELTON R. (2008), International Migration as a tool in development policy: a passing phase?, in Population and … Se consideriamo solo gli stranieri regolari, la percentuale sul totale della popolazione carceraria scende al 3-5%, ridimensionando notevolmente il fenomeno (anzi, ribaltandolo). Periodo di riferimento: Anno 2020 | Gli stranieri iniziano a essere attivi anche nella criminalità organizzata, che spesso assume la sua manovalanza tra gli immigrati irregolari, ma le loro organizzazioni operano solitamente in maniera coordinata con quelle italiane, che continuano a occupare i livelli più alti. 2. Direttore responsabile: Come appunto può vedere dai dati, la criminalità in Italia è scesa rispetta a tutti i 5 indicatori; la presenza della % di stranieri nei carceri italiani dal 2006 ad oggi e’ esattamente la medesima : 37% nel 2006, 33% nel 2015. Il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina — secondo la prima Relazione semestrale Dia del 2018 — è uno dei principali e più remunerativi business criminali: in virtù delle sempre più strette alleanze le organizzazioni criminali straniere ed italiane collaborano, su piani più o meno paritetici, indirizzando i migranti verso la prostituzione, lo spaccio ed attività di caporalato . Va detto che questo indicatore è quello che più degli altri risente di un problema di raccolta dati, perché molte violenze non sono denunciate (spesso perché avvengono all’interno delle mura domestiche), e perché le polizie nazionali non sempre classificano sotto la stessa categoria le violenze sessuali. Seguono due paragrafi che presentano due opposte correnti di pensieri: la prima ravvede negli immigrati un più elevato tasso di criminalità rispetto agli italiani: la seconda (nella quale si inserisce anche questo contributo) ritiene, invece, che ciò non si può sostenere sulla base di una rigorosa interpretazione dei dati.